Domande frequenti

I Fondi Strutturali europei sono gli strumenti finanziari messi a disposizione dall’UE, con diversa intensità secondo i territori, per sostenere la politica di coesione. La dotazione comunitaria, con obbligo di cofinanziamento nazionale, viene stanziata nell’ambito del bilancio pluriennale europeo per cicli settennali a partire dal 2000-2006.

Nel ciclo 2007-2013, i Fondi Strutturali (FS) sono il Fondo europeo per lo sviluppo (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE). Nel ciclo 2014-2020, ai Fondi Strutturali (FS) sono stati assimilati anche il Fondo Europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Da Fondi Strutturali (FS) si passa a parlare di Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE). Nel ciclo 2021-2027 ai Fondi SIE si aggiunge il Fondo per la Transizione Giusta (JTF) mentre il Fondo Sociale Europeo (FSE) viene sostituito dal FSE Plus (FSE+).

Per quanto riguarda gli ambiti di intervento, il FESR sostiene programmi in materia di sviluppo regionale, di potenziamento della competitività, di investimenti nella ricerca e nello sviluppo sostenibile, nonché progetti della Cooperazione Territoriale Europea (CTE); il FSE+ è il principale strumento dell'Unione europea per investire nelle persone, in materia di occupazione, società, istruzione e competenze e riunisce quattro strumenti di finanziamento che erano separati nel periodo di programmazione 2014-2020: il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e il programma europeo per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI); il FEASR sostiene la politica europea in materia di sviluppo rurale e, a tal fine, finanzia i programmi di sviluppo rurale svolti in tutti gli Stati membri e nelle regioni dell’Unione; il FEAMP contribuisce alla sostenibilità della pesca e a uno sviluppo dell’economia nelle regioni costiere europee; il JTF che mira a fornire sostegno ai territori che devono far fronte a gravi sfide socio-economiche derivanti dalla transizione verso la neutralità climatica. Altri fondi sono quelli per asilo e migrazione (AMIF), sicurezza interna (ISF) e gestione di frontiere e visti (BMVI).

Sul portale OpenCoesione i progetti finanziati con le risorse attribuite ai fondi FEASR e FEAMP non sono visualizzati, pur essendo disponibili nella sezione open data.

I Fondi Strutturali sono attuati da Autorità di gestione (cioè Amministrazioni incaricate di gestire i fondi assegnati) attraverso Programmi Operativi che, nei diversi cicli di programmazione, possono avere scala nazionale (PON) o regionale (POR) o internazionale (Programmi CTE). Nel 2007-2013 esistevano in Italia anche Programmi Operativi di scala Interregionale (POIN).

La spesa certificata all’UE corrisponde alle richieste di rimborso delle spese sostenute che vengono presentate alla Commissione Europea dalle Amministrazioni titolari dei Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali. Tali richieste, per ogni annualità contabile delle risorse impegnate sul bilancio comunitario per ciascun Fondo (FSE, FESR) e Programma Operativo, sono da presentare entro un determinato periodo di tempo, specificamente stabilito per ciascun periodo di programmazione. Le risorse che non risultino certificate alla Commissione entro i termini prestabiliti sono soggette a disimpegno automatico, cioè alla riduzione del finanziamento comunitario e del corrispondente cofinanziamento nazionale del Programma. Nel ciclo 2007-2013, per incoraggiare l’attuazione dei Programmi Operativi cofinanziati dai Fondi Strutturali,  l’Italia ha stabilito in sede di Comitato QSN del 9 aprile 2013 dei target infra-annuali nazionali per le spese effettivamente sostenute e certificate e quindi, oltre alla data del 31 dicembre di ciascun anno, la spesa certificata viene monitorata anche al 31 maggio e al 31 ottobre.

Qui puoi trovare informazioni sulle regole per la certificazione della spesa dei Fondi Strutturali all’UE per i cicli di programmazione 2007-2013 e 2014-2020 e puoi approfondire qual è la differenza tra spesa certificata e spesa monitorata.

Qui puoi scaricare gli Open data su dotazione finanziaria complessiva, target e spesa certificata all’UE.

I Grandi Progetti sono investimenti finanziati nell’ambito dei Fondi Strutturali europei finalizzati a conseguire risultati di ampia portata strategica. Al loro interno si distinguono due tipologie essenziali: investimenti per infrastrutture (ad es. ferrovie, metropolitane, porti, autostrade, depuratori e reti idriche, grandi restauri, reti di banda ultra larga) e investimenti produttivi (aiuti per lo sviluppo di grandi impianti industriali). 

Per il ciclo 2014-2020 sono i progetti con importo superiore a 75 milioni di euro che contribuiscono all’Obiettivo Tematico 7 – “Promuovere il trasporto sostenibile e migliorare le infrastrutture di rete”.

Nel ciclo 2007-2013 l’ammontare finanziario dei Grandi Progetti era fissato superiore a 50 milioni di euro.

A differenza dei progetti “ordinari” dei Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali, che sono autonomamente selezionati e ammessi a finanziamento dall’Autorità di Gestione del Programma Operativo di riferimento, i Grandi Progetti sono soggetti a specifiche procedure di istruttoria e approvazione da parte della Commissione europea. Nel corso di tale procedura vengono valutati numerosi profili di interesse europeo tra cui, oltre all’ammissibilità generale, l’analisi di costi e benefici e di redditività finanziaria, la compatibilità ambientale e il rispetto delle direttive in materia, la compatibilità con le regole sul mercato interno e sulla concorrenza, inclusa la presenza di eventuali aiuti di stato. La procedura si  conclude con una decisione di approvazione da parte della Commissione che ne sancisce i contenuti tecnici essenziali, la spesa ammissibile e il piano finanziario pluriennale, identificando il Grande Progetto con un codice univoco a livello europeo (Codice Comune di Identificazione, CCI), analogo a quello attribuito ai Programmi cofinanziati con i Fondi Strutturali. Nel caso di eventuali modifiche o integrazioni di un Grande Progetto nel corso dell’attuazione, è necessario seguire la medesima procedura che porta ad una nuova decisione della Commissione europea.

Ai fini del monitoraggio, i Grandi Progetti possono essere monitorati come singoli progetti o come progetti diversi, a seconda delle caratteristiche dello specifico Grande Progetto. Negli open data i progetti appartenenti ad un Grande Progetto sono riconoscibili dalla variabile COD_GRANDE_PROGETTO, in cui è valorizzato il codice CCI del Grande Progetto (cfr. metadati).

Gli strumenti finanziari non sono considerati Grandi Progetti.

Per il periodo 2014-2020 il riferimento normativo fondamentale è costituito dal Regolamento (UE) 1303/2013 (articoli 100-103). Per il ciclo 2007-2013 valeva il Regolamento (CE) n. 1083/2006 (articoli 39-41). Importanti indicazioni tecniche e gestionali sui Grandi Progetti sono inoltre fornite in diverse norme comunitarie successive tra cui gli orientamenti sulla chiusura dei Programmi Operativi 2007-2013, allegati alla Decisione C(2015) 2771 (per le regole applicabili ai Grandi Progetti non completati nel 2007-2013 e, in particolare, per quelli a cavallo con la programmazione 2012-2020 vedi anche questa FAQ).

Il Performance framework (Quadro di riferimento dell’efficacia dell’attuazione) è uno strumento introdotto nel ciclo di programmazione 2014-2020 per migliorare l’efficacia dell’attuazione dei programmi delle politiche di coesione cofinanziati da risorse europee (art. 21 e 22 del Reg CE 1303/2013).

Si basa su un sistema di indicatori definiti a livello di Asse prioritario per ciascun Programma Operativo, che rileva principalmente l’attuazione finanziaria e le realizzazioni fisiche delle operazioni. E’ previsto anche un indicatore che rileva l’avanzamento procedurale (Key implementation steps) ed è utilizzato nella verifica intermedia del 2018 (target intermedio) per quelle operazioni la cui conclusione era prevista, già in fase di definizione del Programma, dopo il 2018 (data di rilevazione intermedia).

Per tutti gli indicatori sono fissati due target: uno intermedio al 2018 e uno finale al 2023.

Il metodo per definire il quadro di riferimento del Performance Framework è descritto nell'allegato II del Reg CE 1303/2013 e per l’Italia è dettagliato nel par. 2.4 dell’Accordo di Partenariato.

Nel 2019 la  Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, effettua la verifica intermedia dell’attuazione (performance review) e attribuisce la riserva di efficacia agli Assi che hanno conseguito i target intermedi. Un livello non soddisfacente di conseguimento dei target intermedi e finali può determinare anche sanzioni (sospensioni dei pagamenti nel 2019 e correzioni finanziarie nel 2025). La verifica intermedia e finale del Performance framework si basa sulle informazioni e valutazioni fornite nella Relazione annuale sullo stato di attuazione presentata dalle Autorità di Gestione (rispettivamente entro il 30 giugno 2019 e il 30 giugno 2024) che, in Italia, devono avere piena corrispondenza con i dati del Sistema nazionale di monitoraggio, fonte del portale OpenCoesione.

La data del 31 dicembre 2013, che corrisponde in teoria alla fine del ciclo di programmazione 2007-2013, non ha coinciso con l’effettivo termine di attuazione dei progetti dei programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali europei nel ciclo 2007-2013. In base alle regole di esecuzione del bilancio comunitario vigenti, la cosiddetta regola dell’ “n+2” l’attuazione del ciclo è proseguita nel biennio successivo, ovvero fino al 31 dicembre 2015, data ultima entro la quale i pagamenti effettivamente sostenuti dai beneficiari, sui progetti/operazioni, potevano essere imputati a carico del bilancio UE. Il contributo finanziario del bilancio UE ai relativi Programmi 2007-2013 è quindi rimasto utilizzabile per altri due anni dopo il 31 dicembre 2013.

Un’eccezione riguarda i cosiddetti Strumenti di Ingegneria Finanziaria (che hanno una regolamentazione specifica) per i quali la data ultima per poter effettuare pagamenti a favore di destinatari finali era fissata al 31 marzo 2017.

In linea generale dunque, il 31 dicembre 2015 era la data ultima per effettuare pagamenti a valere su risorse comunitarie del ciclo 2007-2013. Per portare a termine i progetti che a tale data risultavano ancora non conclusi e non funzionanti si sono delineate due possibilità: 

1. i progetti rispettano determinati requisiti, descritti oltre, e dunque possono essere completati anche con risorse comunitarie del ciclo 2014-2020. Tali progetti vengono inseriti anche nei nuovi programmi 2014-2020 e presentano pertanto un’articolazione finanziaria che, per la parte comunitaria, include sia risorse 2007-2013 che 2014-2020, 

2. i progetti non possiedono i requisiti richiesti e dunque devono essere completati facendo ricorso solo a risorse proprie dello Stato membro (nazionali, regionali o locali). La quota di spesa già effettuata sui programmi comunitari 2007-2013 entro il 31 dicembre 2015 può mantenersi ammissibile se il completamento effettivo dei progetti avviene entro limiti temporali prestabiliti, cioè entro la scadenza per la presentazione della documentazione finale a chiusura dei programmi (31 marzo 2017) oppure entro il 31 marzo 2019 per i progetti “non funzionanti”, cioè non completati e in uso al momento della presentazione dei documenti di chiusura dei programmi.

Di seguito si riportano sinteticamente i requisiti richiesti per poter inserire nella programmazione comunitaria 2014-2020 progetti già finanziati nel 2007-2013:

- per i Grandi Progetti (che per il ciclo 2007-2013, ai sensi del Regolamento CE n. 1083/2006, sono investimenti di costo complessivo superiore ai 50 milioni di euro, caratterizzati da indivisibilità tecnica ed economica dei lavori, per i quali è necessaria una specifica approvazione da parte della CE):

· il progetto non deve essere stato approvato dalla Commissione come Grande Progetto anche nell'ambito del periodo di programmazione 2000-2006;

· il progetto deve prevedere due fasi chiaramente identificabili da un punto di vista materiale e finanziario, al fine di ammettere al finanziamento dei Fondi Strutturali 2014-2020 la seconda fase del progetto;

· è necessaria una  domanda di modifica del Grande Progetto al fine di ridurre la dotazione finanziaria riferibile al periodo 2007-2013 (prima fase) mantenendo al contempo l'obiettivo generale originario che risulta quindi da realizzare entro il periodo 2014-2020, al termine  della seconda fase del progetto stesso;

- per tutti gli altri progetti (ad eccezione degli Strumenti di Ingegneria Finanziaria, i quali non sono divisibili in fasi):

· il progetto non deve essere stato selezionato dallo Stato membro nell'ambito del periodo di programmazione 2000-2006;

· il costo totale del progetto deve essere pari o superiore a 5 milioni di euro;

· il progetto deve prevedere due fasi chiaramente identificabili da un punto di vista materiale e finanziario al fine di ammettere al finanziamento dei Fondi Strutturali 2014-2020 la seconda fase del progetto.

Sia nell’uno che nell’altro caso, la seconda fase del progetto deve avere i requisiti di ammissibilità previsti per il finanziamento a valere sui Fondi Strutturali nell'ambito del periodo 2014-2020.

Ulteriori dettagli sono riportati nell’Allegato della decisione della Commissione sull'approvazione degli orientamenti sulla chiusura dei programmi operativi adottati per beneficiare dell'assistenza del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione (2007-2013).

 

La Cooperazione Territoriale Europea (CTE) è un pilastro dell'integrazione, perché contribuisce a garantire che le frontiere non diventino barriere, avvicina gli europei tra loro, favorisce la soluzione di problemi comuni, facilita la condivisione di idee e buone pratiche e incoraggia la collaborazione strategica.

I programmi CTE, finanziati dal FESR, promuovono la collaborazione tra amministrazioni regionali e locali attraverso la costruzione di reti e la realizzazione di progetti congiunti. 

I territori italiani risultano eleggibili a 19 programmi di Cooperazione Territoriale Europea. L’Agenzia per la coesione territoriale è, assieme al Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Autorità nazionale di riferimento per la Commissione Europea.

Nella sezione del portale OpenCoesione dedicata alla programmazione, si trovano un elenco dei Programmi afferenti alla CTE in monitoraggio nel ciclo 2014-2020 (7) e 2021-2027 (10).