28/11/2021

La politica di coesione e i rifiuti. Impianti di compostaggio per ridurre l’indifferenziato

Il manifesto dell’edizione 2021 della European Week for Waste Reduction (EWWR), in programma tra il 20 e il 28 novembre, patrocinata tra gli altri da Commissione europea e Comitato delle Regioni, invita a prevenire la produzione di rifiuti, “una delle più grandi minacce che la nostra società e il nostro Pianeta stanno affrontando”. Le azioni contro rappresentano “una responsabilità condivisa tra tutti gli esseri umani”. Ecco perché “la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti vi sfida ad agire insieme per dare forma a comunità circolari volte a prevenire la produzione di rifiuti”.

Nell’agosto del 2021, OpenCoesione ha pubblicato per la prima volta un focus dedicato ai rifiuti nelle politiche di coesione nazionale e comunitaria. Il dataset raccoglie, all’ultimo aggiornamento del Sistema Nazionale di Monitoraggio (riferito al 30 aprile 2021), 2.185 progetti in attuazione relativi ai periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020, per un costo pubblico totale di oltre 2,27 miliardi di euro (con impegni che ammontano a 1,18 miliardi di euro e pagamenti pari a 759,7 milioni di euro). Le risorse direttamente riferibili alle politiche di coesione ammontano a 2,06 miliardi di euro.

Tra i progetti del focus, OC ne ha scelti alcuni relativi alla realizzazione di impianti di compostaggio, che vengono raccontati in questa Data Card. La scelta è legata all’importanza che questo tipo di tecnologia può avere nello stimolare una riduzione nella produzione pro-capite di rifiuti indifferenziati. La percentuale di rifiuti urbani avviati a compostaggio nel 2018 sul totale di quelli prodotti rappresenta un 23%: l’Italia supera la media europea, che è ferma al 17% (ISPRA, 2020). I rifiuti organici rappresentano infatti già oggi il 38,8% di quelli avviati a riciclaggio (ISPRA, 2020), staccando di quasi quindici punti percentuali carta e cartone (24,9%).

Secondo il “Rapporto Rifiuti Urbani - Edizione 2020” dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), nel 2019 il trattamento della frazione organica della raccolta differenziata (umido + verde) è arrivato a 6,4 milioni di tonnellate (rispettivamente, negli impianti di compostaggio sono trattate 3,1 milioni di tonnellate, circa 2,9 milioni di tonnellate sono trattate in impianti di trattamento integrato anaerobico/aerobico, mentre circa 328 mila tonnellate sono avviate in impianti di digestione anaerobica)”.

I dati ISTAT, quelli pubblicati su OC nella sezione “Indicatori territoriali per le politiche di sviluppo”, evidenziano però la presenza di marcate differenze territoriali. Se a livello nazionale la quantità di frazione umida intercettata e trattata in impianti di compostaggio per la produzione di compost di qualità era pari nel 2019 al 59,9% del totale, nelle Regioni del Sud il dato medio è fermo al 36,9%. La situazione è complessa anche nelle Regioni del Centro, ferme al 30 per cento. Il Nord è capace invece di intercettare oltre il 90% di frazione umida negli impianti di compostaggio, un dato che tiene conto anche di flussi in arrivo da altre Regioni. 

Proprio per far fronte a questa situazione, le politiche di coesione, come mostrano i progetti monitorati su OpenCoesione, concentrano i propri investimenti sul miglioramento dell’impiantistica, in particolare nelle Regioni del Mezzogiorno. A questi progetti è dedicata la Data Card. In particolare, vengono descritti 3 interventi realizzati in Sardegna: si tratta della Regione che tra il 2007 al 2019 ha saputo modificare radicalmente la propria situazione, passando da una capacità di intercettare negli impianti di compostaggio appena l’11,8% della frazione organica a gestirne in modo efficiente ben l’88,8% (ISTAT).  

L’analisi ISPRA specifica come emergano “in alcune regioni, delle carenze strutturali, soprattutto, relativamente al trattamento delle frazioni organiche della raccolta differenziata, che determinano la collocazione di tali rifiuti in impianti localizzati in regioni diverse e spesso distanti da quelle in cui sono prodotte”. Il quantitativo complessivo dei flussi di frazione organica movimentati nell’anno 2019 è pari a circa 1,7 milioni di tonnellate.

L’ultimo report ISPRA tuttavia evidenzia un incremento nel numero degli impianti di trattamento: “L’anno 2019 è caratterizzato da un incremento della dotazione (6 unità operative in più rispetto al 2018) unicamente condizionato dall’aumento degli impianti che utilizzano la tecnologia di trattamento integrato anaerobico/aerobico, grazie anche alla riconversione di impianti di compostaggio preesistenti. L’intero sistema è costituito da 345 unità operative, con una quantità autorizzata complessiva pari a 10,8 milioni di tonnellate”.

A fine 2019 la dotazione presente sul territorio nazionale era fatta:

• 281 (invariato rispetto al 2018) impianti dedicati al solo trattamento aerobico (compostaggio);

• 41 (35 nel 2018) impianti di trattamento integrato anaerobico/aerobico;

• 23 impianti di digestione anaerobica (invariato rispetto al 2018)”.